Whistleblowing D.Lgs. 24/2023: obblighi e sanzioni per le aziende italiane

GAPOFF Team 2026-03-29 1 min di lettura

Il quadro normativo del Whistleblowing in Italia

Il D.Lgs. 24/2023, in attuazione della Direttiva (UE) 2019/1937, ha introdotto una disciplina organica per la protezione dei segnalanti di illeciti nel contesto lavorativo. La normativa è pienamente operativa e prevede obblighi precisi per le aziende italiane.

Chi è obbligato?

Devono dotarsi di un canale di segnalazione interno:

  • Tutte le aziende del settore privato con almeno 50 dipendenti
  • Aziende con meno di 50 dipendenti se operano in settori regolamentati (servizi finanziari, prevenzione riciclaggio, sicurezza trasporti, tutela ambiente)
  • Aziende che adottano Modelli 231
  • Tutti gli enti del settore pubblico

Requisiti del canale di segnalazione

Il canale deve garantire:

  • Riservatezza: identità del segnalante protetta con crittografia
  • Accessibilità: utilizzabile anche da soggetti esterni (ex dipendenti, candidati, fornitori)
  • Tracciabilità: ogni comunicazione deve essere registrata con timestamp
  • Segnalazioni anonime: devono essere gestite al pari delle altre
  • Tempistiche: avviso di ricevimento entro 7 giorni, riscontro entro 3 mesi

Sanzioni ANAC

L'ANAC può irrogare sanzioni amministrative pecuniarie:

  • Da 10.000 a 50.000 euro per mancata istituzione del canale
  • Da 10.000 a 50.000 euro per procedure non conformi
  • Da 10.000 a 50.000 euro per atti ritorsivi accertati

La soluzione GAPOFF per il Whistleblowing

GAPOFF offre un portale di segnalazione completo e conforme al D.Lgs. 24/2023 con crittografia end-to-end, gestione anonima, timeline automatica e report per ANAC. Il segnalante riceve un codice univoco per seguire lo stato della segnalazione senza rivelare la propria identità.

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GAPOFF Team
Il team GAPOFF scrive guide pratiche e approfondimenti normativi per aiutare le aziende italiane a raggiungere la conformità.